Il  coronavirus sta piegando l’Africa, serve il sostegno del mondo
Il coronavirus sta piegando l’Africa, serve il sostegno del mondo
di Giulio Albanese

Condividi:

Ormai da diverse settimane vi è grande preoccupazione per la crescente espansione della pandemia di Coronavirus nel continente africano. Oltre al devastante impatto del virus sulle popolazioni, non vanno sottovalutate le ricadute economiche della crisi sanitaria globale. Infatti il Covid–19 che sta investendo l’Africa avrà, tra i suoi effetti collaterali, una drammatica spinta recessiva sull’economia continentale. A questo proposito la Banca Mondiale (Bm), in un suo report pubblicato giovedì 9 aprile, ha ipotizzato che la crescita economia dell’Africa subsahariana possa contrarsi «dal +2,4% nel 2019 al – 2,1% nel 2020», precisando che si tratterebbe della «prima recessione nel corso degli ultimi 25 anni». Purtroppo il rischio, leggendo questi dati, è quello di interpretare la realtà economica del continente senza tenere conto non solo delle percentuali di crescita o di decrescita, ma anche del significato dei numeri assoluti riferiti in termini generali al Prodotto interno lordo (Pil) continentale.

Ad esempio, il valore assoluto del Pil stimato per il 2019 dell’Africa risultava di oltre 2.400 miliardi di dollari. Una cifra ancora molto bassa se paragonata a quella dell’Italia che per lo stesso periodo ha un Pil stimato attorno ai 2mila miliardi. Per non parlare del Giappone che vanta un Pil di 5mila miliardi, della Cina con quasi 14mila miliardi e degli Stati Uniti che risultavano essere oltre la soglia dei 20mila miliardi di dollari. È dunque evidente che sebbene il Pil dell’Africa in questi anni sia cresciuto in modo significativo, il suo valore assoluto non è mai stato minimamente paragonabile agli standard dei Paesi del cosiddetto primo mondo. Considerando poi che, sempre stando al report della Bm, nell’Africa subsahariana il coronavirus potrebbe comportare perdite per la produzione tra i 37 e i 79 miliardi di dollari, è evidente che le prospettive sono davvero molto preoccupanti. E dire che nel secondo semestre del 2019, le grandi istituzioni come Fondo Monetario Internazionale (Fmi) e Bm avevano fatto delle previsioni per il 2020 alquanto brillanti, stilando una graduatoria che vedeva in testa il Rwanda, il cui Pil sarebbe dovuto crescere di circa l’8%. Seguivano Costa D’Avorio (7,3%), Etiopia (7,2%), Senegal (6,8%), Benin (6,7%), Uganda (6,2%) e altri quattro paesi (Kenya, Mozambico, Niger, Burkina Faso) che avrebbero messo a segno un ottimo +6%.

 

Continua a leggere

Argomenti: Mappamondo
Tag: Africa Coronavirus Giulio Albanese
Fonte: Avvenire